Cronaca: Esplosione di Martiniana Po

Alla sbarra 2 idraulici per lo scoppio

Due idraulici a processo per lo scoppio. Sono due gli indagati rinviati a giudizio per la tragica esplosione a Martiniana Po, di cui fu vittima il 57enne Fabrizio Aimo Boot il 12 febbraio dello scorso anno.
L’uomo, disabile motorio, morì a causa delle ustioni riportate dopo l’incendio e il crollo parziale della palazzina in cui abitava, nel paese della bassa valle Po.

Andranno a processo due idraulici di 45 e 44 anni, albanesi residenti a Torino, difesi entrambi dall’avvocato Fabiana Francini, per i quali il procuratore aggiunto Ciro Santoriello ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio all’esito delle indagini preliminari. I tecnici installarono la caldaia a condensazione dell’abitazione, intervenendo sulla tubazione di adduzione del gpl. 

Escono invece dalla vicenda giudiziaria gli altri quattro indagati: la rappresentante legale della società Sorim sas di Rifreddo, proprietaria dell’immobile (difesa dall’avvocato Luca Martino), il presidente e l’amministratore delegato della Aipe srl che rifornì il serbatoio interrato del gpl (difesi dall’avvocato Clitia Favre) e il tecnico che effettuò le derivazioni verso la cucina al primo piano (difeso dall’avvocato Ferruccio Calamari).

Nel disastro erano state ferite anche tre inquiline, soccorse da alcuni giovani africani che vivevano nelle vicinanze. Altre sette persone, compresi i primi soccorritori, avevano riportato lievi lesioni e intossicazioni da fumo.
 

La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 21 maggio. 

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